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Costa Ionica

MetapontoPisticci –  PolicoroScanzano IonicoNovasiri

La lunga cimosa costiera che da Capo San Vito a Capo Spulico, snodandosi per 36 e più chilometri, disegna lo sbocco della Basilicata al mare jonio, può apparire piatta e muta: un paesaggio immobile, immerso in una monotonia resa greve dal sole che avvampa ed infuoca le sabbie. Il luogo, invece, si rivela di una bellezza e vitalità particolari al visitatore che, sensibile agli episodi piccoli e grandi della natura, percor rerà il litorale munito, di spirito di osservazione.

La costa Ionica Lucana merita una visita attenta anche per gli interessari aspetti storici e naturalistici che caratterizzano quest’ area: le colonie Greche di Metapontum ed Heraclea, insediate a partire dall’ VIII secolo a.C. alle foci del Basento e del Sinni, hanno lasciato tracce significative oggi ammirabili nelle aree archeologiche di Metaponto e Policoro e nei rispettivi Musei Nazionali che racchiudono reperti di grande valore.

Da una parte il mare con i suoi segreti; dall’ altra una rigogliosa pineta litoranea: al centro la lunga fascia sabbiosa dal profilo appena alterato  dagli oggetti cuspidati dovuti alle formazioni deltizie dei cinque fiumi Bradano, Basento, Cavone, Sinni, Agri. Il contatto con la natura e l’incontro sulla spiaggia  suggerirà subito di avviare l’osservazione dal mare: un mare dal fondo soffice, sabbioso che degrada dolcemente per 300-400 metri prima di sprofondare nella scarpata che mena alle maggiori profondità. Così, senza mai superare quel tale livello di sicurezza  è possibile  curiosare  sul fondale litoranee con felice risultato.

Gruppi di granchi dallo scudo ovato-triangolare, la pentagonale stella di mare; le comuni patelle dalle conchiglie a coste verdi-giallo-grigie; il diafano gamberetto; il rotondo argonauta dai meravigliosi colori rosa-argento-verde: la traslucida tellina; il simpatico paguro, detto anche “Bernardo l’eremita” poiché, usando nasconderei nelle conchiglie vuote dei gasteropodi, durante lo sviluppo è costretto a ricercarne di sempre più grandi. Il paguro è noto anche col nome di “cocchio marino allorché, vivendo in simbiosi con le attinie, se le porta a spasso qua e là sui fondali.

Col sole alto ed il mare appena increspato da una leggera brezza marina che ne esalterà la trasparenza, si scopre  ancora  prossimi alla riva schiere di pesci minuti e tutta una gamma di forme di vita che il più provveduto potrà di volta in volta classificare invertebrato, crostaceo, mollusco ecc. La scelsero i Greci alla fine dell´VIII sec. a.C. e da allora ancora incanta per le sue distese di sabbia fine, del colore dell’oro. La costa della Basilicata che si affaccia sul Mar Ionio è una delle mete preferite per chi vuol trascorrere una vacanza estiva nelle terre del Mediterraneo. La spiaggia ampia, le acque pulite e i bassi fondali, sono l’ideale per le famiglie con bambini.

Ma anche per chi vuol lasciarsi accompagnare dal rumore della risacca e dal calore dei raggi del sole, o per chi vuol sfidare il vento e praticare il surf, da Metaponto alla Marina di Pisticci, passando per  Scanzano Ionico e poi per Policoro, fino a Rotondella e a Nova Siri: lidi, lunghe passerelleche accompagnano fin sull’arenile, grandi villaggi turistici, alberghi, case al mare, bed and breakfast ed agriturismi, coniugano a meraviglia il desideriodi mare, la voglia di una vacanza all’insegna del relax all’aria aperta, ma anche del divertimento e della cultura.

Il periodo consigliato per godere appieno le bellezze di quest’ area, è la primavera quando la vegetazione esplode nei mille colori delle fioriture, degli alberi da frutto, dei prati e dei gigli di mare che insediano la duna sabbiosa, oppure agli inizi dell’estate quando il caldo non è ancora eccessivo e l’affollamento delle spiagge molto limitato.

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